giovedì 16 dicembre 2010

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Roma, 14 Dicembre 2010
100.000 proletari
manifestano
contro il governo
reazionario e oscurantista
della Repubblica italiana.
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domenica 2 maggio 2010

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Popoli d'Europa, ribellatevi!
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Solidarietà ai lavoratori della Grecia
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La drammatica situazione dei lavoratori della Grecia impone un atto di solidarietà da parte di tutti i lavoratori italiani e d’Europa. L’agonia del sistema capitalistico sta producendo i suoi effetti più drammatici e catastrofici, la Grecia è a un passo dalla bancarotta. L’Unione Europea egemonizzata dalla BCE e dalla Germania agisce per scaricare gli effetti di questa catastrofe esclusivamente sui lavoratori greci e in futuro sui lavoratori di tutta Europa. Per salvare negli ultimi anni banche, borse, società finanziarie si sono spesi quantità enormi di danaro, senza alcuna contropartita, adesso per salvare la Grecia, la Germania e la BCE impongono misure che significherebbero la fine per qualsiasi salvaguardia dei lavoratori e delle classi più povere della Grecia. Si richiede una diminuzione di 10 punti in un anno del rapporto deficit/ pil, questo comporterebbe la fine in Grecia dell’assistenza sanitaria, delle scuole, un azzeramento delle pensioni, una decurtazione enorme dei salari. Tutto questo dovrebbe essere attuato dalle attuali classi dirigenti della Grecia, tra le più corrotte e mafiose del mondo. Il destino della Grecia è quello che attende altri paesi dell’UE che si trovano in condizioni simili, quali il Portogallo, la Spagna, l’Irlanda, l’Italia. L’UE è una organizzazione che difende esclusivamente gli interessi delle classi dominanti, i lavoratori sono allo sbando e sottoposti a condizioni di vita sempre più infernali e non hanno alcuno strumento politico che ne rappresenti le istanze e gli interessi. Se esiste una moneta unica, l’Euro, dovrebbe esistere anche uno statuto dei lavoratori europei, una assistenza sanitaria europea, un sistema pensionistico europeo, salari uguali a parità di orario di lavoro e di qualifica in tutta Europa. Le classi dirigenti europee ,invece, centralizzano e difendono i loro affari attraverso l’euro e la BCE,mentre i lavoratori vengono invece disgregati in molteplici legislazioni nazionali che favoriscono la rincorsa del profitto e del massimo guadagno da parte di industriali senza scrupoli. La concorrenza che i lavoratori sono costretti a farsi tra i diversi stati , in Italia la si vorrebbe introdurre anche all’interno di uno stesso stato con le gabbie salariali che metterebbero in concorrenza e competizione lavoratori del Nord e lavoratori meridionali. I lavoratori della Grecia in questo momento si trovano ad affrontare i ricatti dell’UE e la repressione del loro governo, l’esito di questa battaglia riguarda anche i lavoratori italiani, che a breve potrebbero trovarsi nella medesima situazione, avendo una classe dirigente simile, se non peggio, di quella greca, rappresentata dalla Lega Nord, dal Popolo della Libertà, dal Partito Democratico, dall’Italia dei Valori, dalla CGIL, CISL ,UIL, questa classe dominante ci ha condotto alla catastrofe, questa classe dirigente deve scomparire.

domenica 14 giugno 2009

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L’ agonia del capitalismo
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Gli ultimi anni hanno visto un collasso costante, progressivo e inarrestabile del sistema economico capitalistico mondiale, il crollo continuo delle borse, la caduta della produzione, del commercio hanno assunto un andamento declinante ed irreversibile. Il crollo del mercato automobilistico è l’elemento più evidente di una crisi sistemica. La crisi ha colpito il cuore del sistema, il sistema bancario e finanziario mondiale. La crisi dei mutui americani ha innescato un processo che ha fatto esplodere la situazione e messo in evidenza la bancarotta di tutte le banche del mondo. I titoli “tossici”, “derivati”, “strutturati” non sono altro che risorse finanziare fittizie, aleatorie, false che garantivano una infinita circolazione di traffici, commerci, scambi, profitti dietro cui non c’era nulla, non vi era ricchezza reale, ma solo speculazione. I titoli tossici sono stati stimati in una quantità pari a 12 volte il Pil mondiale, tutte le banche del mondo hanno nei loro bilanci il 70-80-90%(????) di titoli senza valore. Questo ha portato alla paralisi degli scambi interbancari e all’annullamento del credito a tutte le attività industriali e commerciali, i bancarottieri non si fidano più l’uno dell’altro, nel mondo bancario e finanziario mondiale vi è la consapevolezza assoluta e totale della catastrofe del sistema capitalistico. Se esistesse nel mondo una parte sana di banche di fronte a una parte di banche in crisi non c’è dubbio che si sarebbero mandate in bancarotta queste ultime, ma siccome le banche di fatto fallite sono tutte le banche del mondo non si può dichiarare fallito l’intero sistema economico mondiale. Gli stati capitalistici d’altra parte non possono accollarsi i costi di questo fallimento, poiché i debiti pubblici già hanno raggiunto livelli stratosferici e d’altra parte non c’è ricchezza al mondo che possa coprire un buco di queste dimensioni, se si utilizzassero contemporaneamente tutte le risorse del mondo solo per questo problema si coprirebbe solo un dodicesimo della bancarotta. Le nazionalizzazioni dell’ultimo anno sono soluzioni temporanee che non risolvono il problema. La causa fondamentale di questa crisi economica trova la sua ragione nelle enormi disparità sociali che 30 anni di liberismo selvaggio hanno provocato, impoverendo in maniera drammatica i lavoratori di tutto il mondo. Il sistema capitalistico vive la sua agonia finale. Dall’inizio della stagnazione(2007) si è passati l’anno scorso (2008) alla recessione, quest’anno (2009)siamo in una recessione profonda ( Pil Italia -6% ) l’anno prossimo la recessione assumerà i caratteri drammatici di una depressione mondiale e si andrà incontro ad una situazione che per i popoli e i lavoratori sarà sempre più disastrosa. I costi sociali per il proletariato assumeranno dimensioni apocalittiche, crollo dei livelli di vita , aumento della disoccupazione,accentuazione della precarietà dei rapporti di lavoro che assumeranno aspetti di servitù della gleba se non addirittura di schiavismo, contrazione e dissolvimento dei ceti medi, la povertà e lo sfruttamento del proletariato mondiale saranno spinti a limiti estremi, oggi impensabili. In Italia i due maggiori partiti che rappresentano gli interessi delle banche( PDL, PD), hanno elaborato un unico progetto per combattere la crisi economica, vogliono ulteriormente ridurre le pensioni. La soluzione non può che essere la dichiarazione di fallimento di tutte le banche del mondo, ma questo non può avvenire se non comporterà anche il fallimento e la dissoluzione di tutto il sistema politico e istituzionale che in questo sistema bancario e finanziario ha la sua unica ragione di esistenza. Il sistema politico bancario e finanziario attraverso la repressione e la corruzione ha privato completamente i lavoratori di ogni rappresentanza politica e sindacale.Per ricostruire un sistema economico vitale i lavoratori devono perseguire la conquista del potere politico e costruire un sistema bancario che sia sottratto alla proprietà e agli interessi privati e sia sottoposto ad un controllo democratico e sia di proprietà pubblica, le banche devono essere trasformate in uno strumento al servizio della società e non come avviene oggi dove i popoli sono schiavi delle banche e le loro classi dirigenti ne sono i camerieri . Una soluzione del genere presuppone una rivoluzione sociale totale. Sul proletariato ricade una responsabilità enorme in questo periodo storico, la lotta di classe non deve essere uno strumento difensivo per difendere le condizioni di vita , ma un'arma offensiva necessaria e indispensabile per ricostruire l’intera struttura sociale ed economica

domenica 4 gennaio 2009

Manifestazione a Roma 3 Gennaio 2009
a favore del Popolo Palestinese
contro il massacro attuato dagli Israeliani



STATO D´ISRAELE STATO D´ASSASSINI
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In queste ore il governo dello stato sionista d´Israele staattuando un massacro indiscriminato nei confronti della popolazione palestinese di Gaza. In pochi giorni le vittime sono già più di 400: una delle peggiori carneficine degli ultimi decenni su quella che oramai definire "terra santa" sembra quasi macabro umorismo.Da 60 anni Israele opprime la Palestina per mezzo di un occupazione tanto violenta quanto illegittima, perpetrando i peggiori soprusi ai danni del suo popolo e sabotando con tutti i mezzi la nascita di uno stato Palestinese: ciò grazie al sostegno degli USA, al silenzio complice di gran parte di quei governi europei che con Israele fanno affari commerciali e militari, e soprattutto alla massiccia campagna di disinformazione e falsità messa in atto dagli organi di stampa e dei mass media filoisraeliani, compresa la RAI. Israele in questi giorni, servendosi del proprio imponente arsenale di armi di distruzione di massa, prova per l´ennesima volta a mettere in ginocchio l´eroica resistenza del popolo palestinese. E per giustificare agli occhi del mondo la distruzione di Gaza e l´assassinio indiscriminato di vecchi, donne e bambini, fabbrica ad arte la versione dell´autodifesa da presunti attacchi ad opera dei palestinesi di Hamas, presentata come l´unica responsabile della fine di una tregua di 6 mesi. Ancora una volta Israele mente spudoratamente: sono stati loro in questi mesi a violare ripetutamente la tregua, uccidendo quasi 50 palestinesi; è stata Israele ad impedire persino il passaggio di viveri e medicinali a Gaza, riducendone alla fame a popolazione e provocando la morte di circa 300 malati gravi: tutto ciò al fine di umiliare il popolo palestinese. Ma questo in occidente nessuno lo dice!La violenza cieca messa in atto da Olmert e dagli occupanti sionisti stà mettendo in luce l´effettiva natura terroristica dello Stato d´Israele: uno stato razzista su base confessionale, la cui unica ragion d´essere è quella di servire come avamposto militare dell´imperialismo statunitense, e che fin dalla sua nascita ha stravolto la pacifica convivenza dei popoli del Medio Oriente.Mentre gran parte dei governi occidentali, con alla testa il neo-presidente USA Obama, si uniscono al coro sionista, gli ambienti "di sinistra" invocano pilatescamente una pace astratta, senza distinguere tra carnefici (Israele) e vittime palestinesi. Noi da che parte stare lo sappiamo:senza riserve al fianco del popolo palestinese, vittima di 60 anni di terrore sionista!
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Stop al massacro di Gaza
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Intifada fino alla vittoria
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