martedì 30 settembre 2008

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Chiaiano
Continua la resistenza popolare
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Oggi ,30 Settembre 2008, ennesima provocazione del governo reazionario di Berlusconi nei confronti della popolazione di Chiaiano e Marano.
La polizia in tenuta antisommossa ha forzato il blocco stradale della popolazione per l'accesso alle cave , per permettere l’ingresso di 4 camion che trasportavano ghiaia.
Questo nonostante una grande manifestazione cui aveva partecipato tutta la popolazione della zona contro questo pazzesco progetto di violenza inaudita sul territorio.
La violenza sui cittadini inermi e sull’ambiente è tutt’uno per questo governo, che persegue i suoi obiettivi con una cecità pari alla sua follia. La discarica di Chiaiano sarebbe una vera catastrofe per i cittadini che ci vivono, in questo grande parco urbano ci vivono 350.000 persone, ed è situato nella più grande area ospedaliera del meridione, c’ è un’unica strada di accesso alle cave che traversa il centro cittadino, è un’area che ha normalmente un traffico quotidiano di circa 25.000 autovetture. I 150 camion che dovrebbero transitare quotidianamente per trasportare e scaricare rifiuti trasformerebbero questa zona in un vero inferno. Vi sono inoltre enormi problemi di viabilità all’interno della cava per mezzi cosi grossi e numerosi. Costosissimo poi sarebbe la messa in sicurezza del sito che è allocato in una zona che ha notevoli dislivelli e quindi dovrebbe essere provvisto di varie terrazze di argilla per metterla in piano e per impedire che si metta a rischio la falda acquifera sottostante.
Il commissariato di governo stima i costi della discarica sui 15 milioni di euro, altri esperti invece hanno calcolato i costi sui 50 milioni di euro. Una cifra enorme per produrre una catastrofe ambientale, un’assurdità che solo un governo reazionario come questo poteva produrre.
I cittadini di Chiaiano e Marano sono determinati a proseguire la loro lotta, coscienti che è in gioco la loro vita.

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sabato 27 settembre 2008

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No alla discarica di Chiaiano
No alla repressione
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La determinazione con cui il potere totalitario costituito da Berlusconi e Bassolino vuole aprire la megadiscarica di 700.000 tonnellate di rifiuti a Chiaiano è il segno di una crisi, senza vie di uscita, di un sistema economico e politico alla deriva. La catastrofe ambientale provocata dai rifiuti è la conseguenza naturale della cessione di un servizio pubblico essenziale nelle mani di imprese private prive di scrupoli espressione di poteri ed interessi illegali e criminali. Le risorse pubbliche destinate al servizio dello smaltimento dei rifiuti in Campania sono state impiegate per foraggiare una rete immensa di poteri clientelari e parassitari che hanno fatto della nostra regione la capitale della illegalità e lo sversatoio di rifiuti tossici di tutta l’Europa. La selva di Chiaiano che si vorrebbe trasformare in discarica è una delle ultime aree verdi della città di Napoli, ormai quasi completamente cementificata da una speculazione edilizia selvaggia, si trova in un’area densamente popolata, a poche centinaia di metri dalla zona ospedaliera più importante del Meridione. Fare una discarica in questa zona sarebbe un colpo mortale inferto alla città di Napoli, una umiliazione per popolazioni ormai completamente abbandonate al loro destino. L’ Italia è ormai un paese totalitario, dove un governo reazionario, in combutta con una finta opposizione, tenta di governare con il pugno di ferro, dove gli unici interessi da difendere sono costituiti da ristretti gruppi di potere politici e finanziari e dove anche gli interessi e i bisogni di centinaia di migliaia di cittadini non contano nulla. La popolazione di Chiaiano e Marano ha espresso in tantissime occasioni la sua volontà contro la discarica e sta lottando con tutte le armi a sua disposizione questa lotta . E’ necessario vincere questa battaglia, bisogna resistere un minuto in più del nemico, perdere significherebbe l’annullamento di ogni prospettiva di progresso e di civiltà, non solo per Napoli, e aprirebbe la strada a una politica di devastazione ambientale e sociale dell’ Italia intera.
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